Passeggiando nel cento storico
Stato costruito “a scacchiera” secondo le rigide direttive imposte dall’Abbazia di Lérins, in occasione dell’atto di inurbamento del 1501.
Le fortificazioni non sono costituite dai bastioni convenzionali. Sono le case, allineate le une alle altre il cui muro cieco dà all’esterno e che formano le mura di cinta. Per completare, ad ogni angolo del quadrilatero così costruito, si trovava una torre. Una delle caratteristiche del villaggio di Vallauris sta nel fatto che due strade (quella più settentrionale, la rue Soubrane, detta oggi la rue Haute (la via Alta) e a sud la rue Soutrane, ribattezzata rue Clément Bel) collegavano con un retta perfetta le due porte che si trovavano una di fronte all’altra.
Queste uscite e la maggior parte delle torri sono state distrutte a mano a mano che il villaggio si è esteso “oltre le mura” per agevolare il passaggio e si è così formata una piazza ad ogni angolo esterno del villaggio. Il luogo in cui sorge la chiesa è anch’esso caratteristico del piano di Lérins.
Stata intrapresa dal Comune un’opera importante di recupero e conservazione delle abitazioni private, degli edifici storici e degli spazi pubblici per far rivivere questo quartiere antico. Gli artisti vi trasferiscono i loro laboratori. Un ruolo importante è rivestito dall’arte contemporanea.
Chiese e cappelle
Chiesa parrocchiale di Sant’Anna di Vallauris
Chiesa che risale al 1839 con due altari dedicati a Sant’Anna e a San Martino. Si erge a fianco di altre due cappelle contigue, la chiesa di Santa Maria/San Martino divenuta troppo piccola e la cappella di San Bernardino che è appartenuta alla confraternita dei Penitenti bianchi sino alla Rivoluzione. Facciata in stile barocco rifatta nel 1882. Il campanile è quadrato e in stile romanico.
Cappela di castello
Probabilmente risale all’inizio del XIII secolo ; è in stile romanico con volta a botte composta da una splendida composizione di pietre intagliate. I fedeli entravano dalla porta esterna in centina che rende oggi comunicanti la cappella e l’edificio più moderno in cui si trova “La Guerre et la Paix”. Quest’ultimo risale probabilmente all’epoca in cui la chiesa è stata sconsacrata e trasformata in un frantoio (in cui l’energia motrice era fornita da un animale).
Cappela di Nostra Signora delle Grazie

Sembra che questa cappella, di dimensioni abbastanza grandi, sia appartenuta ad una confraternita. La costruzione risale all’inizio del XVII secolo. Un magnifico retablo è stato fatto risalire al 1694. Un androne più recente sarebbe stato aggiunto nel XIX° secolo. Ogni domenica vi si celebra la funzione religiosa.
Chiesa parrocchiale di San Pietro di Golfe-Juan
E’ stata costruita nel XIX secolo grazie alla generosità di una donatrice che possedeva numerosi terreni lungo la strada statale 7. Continuando la descrizione, arriviamo a costruzioni più moderne ma non per questo meno dense di significati storici o testimonianze della vita dei nostri antenati.
Cappella di San Bernado
Appartenuta alla confraternita delle Anime del Purgatorio e risale probabilmente al XVI secolo. Pare che proteggesse il villaggio dalle epidemie ed in particolare dalla peste.
Cappella di San Rocco
Consacrata a San Rocco, patrono dei poveri e dei chirurghi. Anche se non si conosce la data della sua costruzione, si nota all’entrata dell’androne un calvario di ferro che cinge una trabeazione di pietra che reca la data 1851.
Cappella di Sant’Antonio
Risalirebbe al XVI secolo ed è dedicata a Sant’Antonio l’Eremita affinché proteggesse il villaggio. Adiacente alla cappella si trova un oratorio del 1850.







